Latte e recupero post allenamento

Il latte da sempre al centro di contese tra detrattori e sostenitori. La ricerca mostra che chi non ha intolleranze al lattosio o alle caseine non ha alcun tipo di problema. I lattasi persistenti, ovvero quelli che non hanno una diminuzione sostanziale dell’enzima lattasi che digerisce il lattosio, possono consumarlo. Si pensa che il fatto di diventare intolleranti al lattosio sia un modo escogitato dalla natura per indurre lo svezzamento, tuttavia l’uomo nella sua storia ha dovuto adattarsi alle circostanze ambientali e nutrirsi di ciò che era disponibile. Per questo motivo in alcune popolazioni la tolleranza al lattosio è abbastanza frequente.

Thomas e collaboratori (2009) hanno dimostrato che il latte al cioccolato aumentava il tempo di esaustione rispettivamente del 51% e del 43%, rispetto ad una bevanda commerciale a base di carboidrati. Pritchett & Pritchett (2012) hanno valutato le conseguenze sul danno muscolare di latte al cioccolato (1.0-1.5g per kg di peso corporeo all’ora) assunto immediatamente dopo e a distanza di due ore dal termine di un esercizio intenso. Il risultato ha mostrato che latte e cioccolato è una scelta economica per agevolare il recupero e ridurre il danno muscolare provocato dall’esercizio. In uno studio è stata valutata la qualità del recupero tra due allenamenti eseguiti nello stesso giorno (Spaccarotella & Andzel 2011) utilizzando latte e cioccolato o una bevanda contenente carboidrati ed elettroliti, entrambe nella quantità tale da fornire 1 grammo di carboidrati per chilogrammo di peso corporeo. Non è stata trovata alcuna differenza significativa tra le due bevande portando i ricercatori a concludere che latte e cioccolato è efficace nel recupero tra due allenamenti giornalieri quanto la bevanda commerciale.

Un lavoro molto interessante (Lunn et al 2012) ha indagato l’efficacia del latte al cioccolato, contro una bevanda isocalorica a base di carboidrati ed una bevanda di controllo, sulla cinetica ed i marcatori cellulari del turnover proteico ed il glicogeno muscolare, dopo un esercizio di endurance. È stata eseguita una biopsia dopo tre ore dal termine dell’esercizio per valutare il muscle protein fractional synthetic rate (FSR), un parametro che quantifica il grado di sintesi proteica e la quantità di glicogeno. Gli autori concludono che il latte al cioccolato mostra un’efficacia superiore, rispetto alle altre due bevande, sulla sintesi proteica, il ripristino di glicogeno muscolare e la performance.

Di rilievo sono i risultati di Ferguson-Stegall e collaboratori (2011) i quali hanno comparato l’effetto di tre integratori costituiti da: latte al cioccolato, bevanda glucidica e placebo, sul recupero fisico e la successiva prestazione in un gruppo di ciclisti. I soggetti sono stati testati in tre diverse occasioni, in modo da permettere il completo recupero e valutare l’effetto dello specifico integratore utilizzato. L’integratore era consumato subito dopo il test e successivamente dopo 2 e 4 ore. La prova era costituita da un pre-affaticamento di un’ora e mezzo al 70% del VO2max su cicloergometro, seguita da 10 minuti di allenamento intervallato ad alta intensità. Successivamente sono state eseguite delle biopsie muscolari: al termine dell’allenamento, dopo 45 minuti e dopo 4 ore. Dopo l’ultima biopsia gli atleti hanno eseguito una prova a cronometro sulla distanza di 40 chilometri. È emerso che la prestazione migliore si è avuta dopo l’assunzione di latte e cioccolato. Anche la sintesi proteica ed il ripristino del glicogeno sono apparsi migliori quando l’integratore era costituito da latte e cioccolato.

Diversi altri studi (Saunders 2001; Gilson et al 2010; Pritchett et al 2009; Watson et al 2008; Upshaw et al 2016; Potter & Fuller 2015) confermano l’efficacia del latte al cioccolato quale integratore post esercizio da utilizzare in particolare quando è necessario avere un rapido recupero proteico e glucidico, come accade nei casi di più allenamenti quotidiani o nel tapering pre-gara.

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